Dunyaa insieme per la pace e per la Palestina Libera


Se ci chiedete di parteggiare noi parteggeremo. Se ci chiederete di non rimanere in silenzio di fronte alle ingiustizie che in questo momento si stanno compiendo nel Mondo, noi non lo faremo.
Se ci chiedete di indignarci noi ci indigneremo.


La cessazione dei conflitti in Palestina è un nodo cruciale non solo per quel fazzoletto di terra, ma anche per la stabilità e la pace nel mondo intero. Decenni di conflitto hanno portato a sofferenze immense per entrambe le popolazioni coinvolte, israeliani e palestinesi, causando perdite umane, distruzione e divisione sociale anche in occidente.


Non è un conflitto che si consuma in un angolo circoscritto della Terra. L’impegno per il raggiungimento della pace tra questi due popoli, per la costituzione di uno stato Palestinese, libero e sovrano, è un imperativo morale e politico. Non c’è pace senza libertà. È urgente! È necessario! È un obbligo porre fine alle sofferenze dei civili innocenti, garantire loro sicurezza e dignità, e aprire la strada a una coesistenza pacifica. Si può fare. Si deve fare.
Viene contestata a noi giovani l’indifferenza rispetto alle questioni geopolitiche. Le respingiamo ai mittenti.
Ci viene addebitata la colpa di non fare abbastanza per la pace, per l’ambiente, per sostenere chi ha bisogno. Sono tutte falsità. Noi siamo eredi oggi di un mondo che non abbiamo costruito noi. L’avete fatto voi. Siamo qui in piazza per dire che ci siamo e ci saremo.

Lo diciamo chiaramente alla classe politica dirigente locale, provinciale, regionale, nazionale e pure internazionale. Parliamo da questa piazza oggi affinché sia chiaro a tutti che nessuno di noi farà un passo indietro. La pace è necessaria come pure è necessaria la libertà dei popoli di autodeterminarsi. Siamo nati a Eboli, ma abbiamo studiato in Europa, qualcuno di noi si è spinto anche più in là. Parliamo perfettamente in inglese, qualcuno di noi conosce anche l’arabo e il cinese. Con un click possiamo metterci in contatto con ogni angolo della terra. Con un aereo, in poche ore, siamo già dall’altra parte del mondo.


Tutti i giorni parliamo con musulmani, mangiamo con gli ortodossi, giochiamo a pallone con i buddisti. Le differenze culturali sono una barriera solo vostra. La nostra economia è su scala globale, pur se a tutti è consentito di difendere le proprie radici. Abbiamo amici palestinesi che ci raccontano di un mondo che non conosciamo, dove l’unico diritto si chiama paura. Non è giusto. Deve finire. Come pure deve finire qualsiasi altra guerra sanguinaria nel mondo. Siamo pronti a ribellarci alla logica dei bulli della politica internazionale. Scenderemo ancora nelle piazze e nelle strade. Saremo la spina nel fianco di chiunque remi in un’altra direzione che non sia la nostra. Giù le mani dal nostro presente. Giù le mani dal nostro futuro. Palestina Libera.

Eboli, 23 marzo 2024

Il presidente, Ibrahim Diop

Il consiglio direttivo

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